martedì 13 gennaio 2026

Storia del Backgammon: Origini, Regole Antiche e Curiosità del Gioco da Tavolo Più Antico del Mondo

 

Storia del Backgammon: Origini, Regole Antiche e Curiosità del Gioco da Tavolo Più Antico del Mondo

Il backgammon non è solo un gioco. È un sopravvissuto. Mentre imperi sono crollati e civiltà intere sono scomparse, questo gioco da tavolo ha attraversato cinquemila anni di storia umana praticamente intatto.

Dalle taverne della Mesopotamia ai casinò di Las Vegas, dai palazzi dei faraoni alle app sul tuo smartphone, il backgammon ha conquistato ogni epoca e ogni cultura. Ma come ha fatto un semplice gioco di dadi e pedine a diventare immortale?

Le Origini Mesopotamiche: Dove Tutto Ebbe Inizio

La storia del backgammon inizia nella culla della civiltà. Gli archeologi hanno scoperto tavolieri risalenti a circa 5.000 anni fa nella regione che oggi corrisponde all'Iran e all'Iraq.

Nel 2004, una scoperta straordinaria nella città bruciata di Shahr-e Sukhteh, in Iran, ha rivelato quello che potrebbe essere il più antico set di backgammon mai trovato. Il tavoliere, realizzato in ebano, era accompagnato da sessanta pedine in turchese e agata e da dadi fatti di osso. Aveva quasi 5.200 anni.

Ma il backgammon mesopotamico non era identico a quello moderno. Il gioco si chiamava probabilmente "Gioco Reale di Ur", dal nome della città sumera dove sono stati trovati alcuni degli esemplari più elaborati. Le regole esatte rimangono un mistero, ma la struttura base era già presente: un percorso, delle pedine e l'elemento del caso introdotto dai dadi.

Il Viaggio Attraverso l'Egitto e Roma

I faraoni egizi adoravano i giochi da tavolo. Il "Senet" era il più popolare, ma esistevano anche varianti che assomigliavano al backgammon. Tavolieri sono stati trovati nelle tombe dei nobili, inclusa quella di Tutankhamon. Gli egizi credevano che il gioco avesse un significato spirituale, rappresentando il viaggio dell'anima nell'aldilà.

Quando il gioco raggiunse Roma, si trasformò nel "Ludus Duodecim Scriptorum", il gioco delle dodici linee. I romani erano ossessionati da questo passatempo. L'imperatore Claudio ne era così dipendente che fece installare un tavoliere nella sua carrozza per giocare durante i viaggi.

Il Ludus Duodecim Scriptorum si evolse poi nel "Tabula", che è essenzialmente il backgammon romano. L'imperatore Zenone nel 480 d.C. giocò una partita così sfortunata che la fece documentare per i posteri. Aveva una posizione eccellente, tirò i dadi e ottenne il peggior risultato possibile. È la prima partita di backgammon registrata nella storia.

L'Evoluzione nel Medioevo Europeo

Con la caduta dell'Impero Romano, il gioco non scomparve. I crociati lo riportarono dal Medio Oriente con il nome di "Tavole" o "Tables". In ogni paese europeo assunse un nome diverso: "Tric-Trac" in Francia, "Puff" in Germania, "Tablas Reales" in Spagna.

In Inghilterra divenne "Tables" e poi, nel XVII secolo, acquisì finalmente il nome che conosciamo oggi. L'etimologia di "backgammon" è dibattuta. Alcuni sostengono derivi dal gallese "back" (piccolo) e "gammon" (battaglia). Altri credono venga dal termine anglosassone "bac gamen" (gioco all'indietro).

Durante il Medioevo, il gioco ebbe alterne fortune. La Chiesa lo considerava immorale per via dell'elemento del gioco d'azzardo e in alcuni periodi fu proibito. Ma i divieti non funzionarono mai davvero. La gente continuava a giocare in segreto, e i nobili lo praticavano apertamente nelle loro corti.

Come il Backgammon Conquistò il Mondo Moderno

Il gioco rimase popolare nei secoli successivi, ma la vera rivoluzione arrivò negli anni Venti del Novecento. Un anonimo giocatore americano introdusse il "cubo del raddoppio", un dado speciale che permette ai giocatori di aumentare la posta durante la partita.

Questa semplice innovazione trasformò il backgammon da passatempo aristocratico a gioco competitivo ad alta tensione. Improvvisamente c'era una nuova dimensione strategica: non bastava più giocare bene le pedine, bisognava anche valutare quando raddoppiare e quando accettare il raddoppio dell'avversario.

Negli anni Sessanta e Settanta, il backgammon esplose. Celebrità, playboy e jet-setter si sfidavano nei club esclusivi di Londra e New York. Il primo campionato mondiale si tenne a Las Vegas nel 1967. Il gioco era diventato glamour, associato a champagne, smoking e scommesse milionarie.

Curiosità che Probabilmente Non Conoscevi

Il backgammon ha influenzato la cultura in modi sorprendenti. Nel 1979, il programma BKG 9.8 divenne il primo software a battere un campione mondiale umano in un gioco da tavolo. Hans Berliner sconfisse Luigi Villa, campione del mondo in carica, in un match che anticipò di quasi vent'anni la vittoria di Deep Blue contro Kasparov a scacchi.

In Giappone, il backgammon era praticamente sconosciuto fino agli anni 2000. Poi un manga popolare lo rese famoso e oggi il paese ha una delle scene competitive più attive al mondo.

La matematica del backgammon è stata studiata approfonditamente. Esistono esattamente 18.528.584.051.601.162.496 possibili posizioni sul tavoliere. Nonostante questa complessità, i computer moderni giocano ormai meglio di qualsiasi umano.

In Turchia, dove il gioco si chiama "Tavla", è tradizione che chi perde debba pagare il tè. Nelle case da tè turche si sentono ancora oggi i caratteristici rumori delle pedine sbattute con forza sul tavoliere, un gesto che indica fiducia nella propria mossa.

Perché il Backgammon è Sopravvissuto 5.000 Anni

Molti giochi antichi sono scomparsi. Perché il backgammon no?

La risposta sta nel suo equilibrio perfetto tra fortuna e abilità. I dadi introducono incertezza, quindi anche un principiante può battere un esperto in una singola partita. Ma su molte partite, il giocatore più bravo vince sempre. Questo mix tiene agganciati sia i novizi che i veterani.

Il backgammon è anche veloce. Una partita dura in media 15 minuti, molto meno di una partita a scacchi. E le regole si imparano in mezz'ora, anche se padroneggiare la strategia richiede anni.

Infine, il backgammon è sociale. Si gioca faccia a faccia, spesso con una bevanda in mano, chiacchierando tra un tiro di dadi e l'altro. In un'epoca di isolamento digitale, questo aspetto umano sta diventando ancora più prezioso.

Un Gioco Senza Tempo

Cinquemila anni fa, un mercante sumero muoveva pedine su un tavoliere di legno, sperando in un buon tiro di dadi. Oggi, milioni di persone fanno esattamente la stessa cosa, online o dal vivo, in ogni angolo del pianeta.

Il backgammon non è solo sopravvissuto alla storia. L'ha attraversata portando con sé qualcosa di essenzialmente umano: il desiderio di sfidare la sorte, di competere con gli altri, e di passare il tempo in compagnia di un buon gioco.

E probabilmente sarà ancora qui tra altri cinquemila anni.

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